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I NOSTRI PRIMI LAVORI
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Abbiamo dei gusti semplicissimi; ci accontentiamo sempre del meglio!
Ecco alcuni esempi,ma attenzione a non esagerare!!!
Almeno il 63% di chi ha tra i 13 e i 32 anni ha postato, almeno una volta, la foto di ciò che stava mangiando o bevendo: a dirlo è una ricerca di ‘YPulse’ che indaga le abitudini di Gen Z e Millennial e il loro rapporto con il mondo del food. Una percentuale come questa – esattamente come quella di chi si considera oggi un foodie e cioè un appassionato di cibo in tutte le sue sfumature, il 47% dello stesso campione – sembra ancora più alta se si considera che, nella stessa fascia d’età, appena il 52% corre a scattare una foto da pubblicare sui social quando ha effettuato un nuovo acquisto, per esempio. C’è un numero però che rende meglio l’idea di ciò di cui si sta parlando: solo su Instagram ci sono (a febbraio 2018, ndr) quasi 150milioni di post taggati food porn. Sono immagini di hamburger, piatti stellati, street food, pietanze tradizionali e, tutti, parlano di una delle pratiche più in voga tra i social addicted: condividere con i propri amici, con i propri follower ciò che si sta per mangiare.
Che anche fare food porn faccia parte di quel continuo live streaming delle proprie giornate a cui nessuno riesce davvero a rinunciare? Fin troppo facile rispondere di sì: la grammatica delle Storie e dei contenuti temporanei ci ha abituati a fermare e riprodurre sugli schermi ogni momento che viviamo, pasti inclusi ovviamente.
Molto spesso, anzi pure troppo ormai, si parla di food porn. Ma cosa significa food porn?
È una nuova mania erotica?
In realtà è una storia vecchia…
Il termine è stato usato per la prima volta dalla critica Rosalind Cowards nel 1984 e si riferisce al desiderio di presentare un piatto creato a regola d’arte e questo desiderio affonda le proprie radici in rituali antichi come la cerimonia del tè, in cui ogni gesto e, non solo il risultato finale, deve essere perfetto.
Ma presto questo desiderio di perfezione Zen è stato fagocitato dalle grandi compagnie del food che hanno trasformato il food-porn in un’orgia del cibo, presentando trionfi di grasso, panna e crema come se piovessero, trasformando un concetto elevato in una continua e monomaniaca ricerca dell’eccesso.
Tanto che il termine per molti anni è stato sinonimo di junk food da infarto fulminante.
Ma oggi il food porn è andato oltre sublimando in una delle tante nevrosi moderne, è un fenomeno incontenibile, sospinto dal frenetico uso dei social, dove ogni ogni essere dotato si smartphone e pollice opponibile può fotografare l’hamburger che mangia per pranzo e poi postarlo su Instagram, Twitter o Facebook bullandosi.
È un modo per riempire il proprio vuoto interiore con le creazioni dei grandi chef, un inconscio desiderio di morte in stile la Grande Abbuffata?
Un veicolo pubblicitario per creare desideri inconsulti che ci spingono a viaggiare da un desco all’altro?
Una forma di narcisismo al contrario in cui non siamo più noi a specchiarci, ma siamo specchio di quello che compiace il nostro palato, sotto forma di hashtag?
O una semplice ricerca del bello in ogni possibile forma?
A voi l’ardua sentenza, basta che sia food porn.
Per placare la vostra sete di food, ecco qualche ricetta esagerata con cui iniziare.
hamburger americano, hot dog gourmet con ananas, cipollotti, salsa teriyaki e bacon, lobster roll, avocado sandwich, avocado al forno con uovo e pancetta, avocado fries, mac and cheese, che altri non è che la pasta ai 4 formaggi.